Un po’ in soggezione, dietro la borsa sognata, se ne sta lei: la borsa contraffatta. Te ne vergogni, ma neanche troppo, tanto prima o poi tutti finiscono per averne una a Milano. Per lo stesso motivo di cui sopra: perché è bello sognare e illudersi d’indossare un mito.
Accanto al falso d’autore, la borsa che non c’è più. Quella che ti hanno scippato qualche mese fa in Stazione Centrale. Anche questo, a suo modo, è un incontro con una città che non conosci. E’ la Milano invisibile. Quella dei poveri e degli esclusi. Che ogni tanto fanno un’incursione in centro, ma poi ritornano dove sono confinati: nelle periferie emarginate della città, sotto una tangenziale o un traliccio dell´alta tensione, nel mezzo di campi abbandonati o tra binari in disuso.