Si chiama Vali Asr e significa Il signore del tempo. Allude al dodicesimo imam atteso dagli sciiti. Ma per gli abitanti di Tehran, che trascorrono due o tre ore al giorno su questa strada, imbottigliati nel traffico e asfissiati dai gas di scarico, Vali Asr è davvero il padrone del tempo.
È giovedì sera e l’ingorgo arriva ai piedi del monte Elbruz, nell’estremo nord della città. Lì dove negli anni Settanta il villaggio di Vanak offriva un rifugio dallo stress cittadino e dove ogni tensione evaporava nell’alcol consumato ai tavoli delle bettole armene. Oggi, quassù, a 1.600 metri di altitudine, i palazzoni sfidano le montagne innevate e il prezzo degli appartamenti è deciso dal panorama incorniciato dalle finestre.